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CLAMOROSO! La soffiata: Mattarella ha già deciso. Renzi si dimette? Chi farà il premier

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La fine del suo governo potrebbe averla scritta lo stesso Matteo Renzi, con grande anticipo. Il premier, infatti, non ha mai nascosto che in caso divittoria del “no” al referendum costituzionale di ottobre, e dunque di sua sconfitta, sloggerebbe da Palazzo Chigi. Anzi ha aggiunto che si ritirerebbe dalla politica (ma su questo punto i dubbi restano, così come restano dubbi sul fatto che possa lasciare la segreteria del Pd).

Le vere scelte di Renzi le scopriremo soltanto dopo il voto. Ma per certo, il “no” potrebbe vincere: lo dicono i sondaggi e i più autorevoli osservatori. Ne segue che la politica si debba organizzare con altrettanto anticipo. Chi al governo dopo Renzi, nel caso? Oppure elezioni anticipate? Ad oggi, lo scenario più potabile pare il primo, con un governissimo destinato a traghettare il Paese fino alla naturale scadenza della legislatura, nel 2018, o quasi.
A far propendere per una soluzione che non ricorra al voto c’è il fatto che, nel caso di bocciatura del referendum costituzionale, il Parlamento dovrebbe essere rieletto con due leggi elettorale totalmente diverse: una maggioritaria, l’Italicum per la Camera, e l’altra proporzionale, il Consultellum per il Senato.

Ergo, si riproporrebbero, amplificati, i cronici problemi di governabilità che assillano il Paese. È ovvio, la situazione è assai delicata. E dunque potrebbe essere necessario far ricorso a un governicchio che, dopo le eventuali dimissioni di Renzi, legiferi per evitare lo stallo e per offrire allo Stivale un sistema elettorale valido. Ovvero, una nuova legge ad hoc per il Senato.

 Ma chi potrebbe guidare questo governo d’emergenza? Sul tavolo, secondoLa Stampa, ci sarebbero poche ipotesi. Per la precisione, due ipotesi. La più ovvia e gettonata è quella di “prassi”, ovvero l’ascesa a Palazzo Chigi del presidente del Senato, Pietro Grasso. Ma a sfavore della terza carica dello Stato propendono le tempistiche: nei giorni dell’ipotetico avvicendamento, infatti, a Palazzo Madama si terrà una complessa sessione di bilancio.

E dunque, considerate le priorità economiche, sul tavolo figura anche il nome di Pier Carlo Padoan, il ministro dell’Economia. Certo, i due nomi configurano scenari e profili differenti. La polemica, in caso di vittoria del “no”, è assicurata. L’orizzonte appare oggi già parecchio confuso. E dunque non è un caso che al Colle, Sergio Mattarella, abbia già cominciato a lavorare attivamente a una possibile soluzione. O meglio, a due soluzioni.

FONTE: www.liberoquotidiano.it

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5 Risposte

  1. benassi enzo scrive:

    a capo del goveno il più indicato per me è FELTRI iomo giusto al posto giusto

  2. ninomastro scrive:

    Il solito articolo basato basato sul solito impasto di ipotesi e fatti reali non confermati. Il solito imbroglio tipico del giornalista italiano e bevuto dal solito cittadino un pò babbaleo. Questa è disinformazione.

  3. MARIO MONTI scrive:

    Per questi il voto è morto…..IL PROSSIMO PREMIER DEVE ESSERE ELETTO!!!!! BASTA ACCETTARE LO SCEMPIO DELLE NOMINE DI UFFICIO…. ASPETTA STARAI A PENSA’ PROPRIO TU PARLI? SI PARLO IO CHE PORTO LA CROCE DE STO NOME…. MA DALL’OMONIMO IN POI SOLO SICARI NOMINATI HANNO GOVERNATO; MO BASTA MATTARELLA CAPISCO CHE GIA’ hai ricevuto il compito a casa; MA NUN LO FA’ E’ SBAGLIATO…. O VUOI SEPPELLIRE ANCHE TU STO PAESE AGONIZZANTE?

  4. mchele scrive:

    DEVE ESSERE IL POPOLO ITALIANO AD ELEGGERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON I PARTITI POLITICI LADRONI,FIGLI DI PUTTANA.AMMAZZIAMOLI TUTTI QUANTI.

  5. michelangelo orsino scrive:

    In caso di caduta del MATTeO da FiRenzi…. potrebbe salvare l’italia un capo di governo di grande levatura, ossia un grande vecchio: Ciriaco de Mita. E non mi dite che è vecchio. E’ molto più sveglio e tutore del popolo basso, di un FARA-butto ex demerito presidente della repubblica, ancora vivente e dettatore di sermoni….

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