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Giallo di Marcheno, svolta clamorosa

Da-sinistra-Giuseppe-Ghirardini-e-Mario-Bozzoli

C’è una svolta clamorosa nel duplice caso che riguarda la Fonderia Bozzoli. Da un lato c’è infatti la scomparsa dell’imprenditore Mario Bozzoli, svanito nel nulla lo scorso 8 ottobre e dall’altro la morte di Giuseppe Ghirardini operaio presso quella fonderia trovato morto il 18 ottobre in località Ponte di Legno, a 100 km dalla sua abitazione di Marcheno. Per il primo fascicolo gli inquirenti indagano per omicidio e distruzione di cadavere e hanno messo sotto accusa i nipoti Giacomo e Alex Bozzoli, oltre all’operaio Oscar Maggi e un collega di origini senegalesi. Per il secondo fascicolo invece arriva oggi una novità importante. Infatti la morte di Ghirardini dapprima derubricata a morte naturale e poi a possibile suicidio avrebbe invece tutta un’altra natura.  Il portavoce delle sorelle dell’operaio della fonderia Bozzoli ha rivelato infatti al Giornale di Brescia l’esistenza di una prova inconfutabile che smentirebbe definitivamente l’ipotesi suicidio avvalorando invece quella dell’omicidio. La prova, ancora non dichiarata, sarebbe emersa dalla rilettura da parte dei consulenti della famiglia Ghirardini degli esami effettuati dai Ris di Parma sul cadavere dell’uomo. La notizia arriva in un momento cruciale per le indagini dato che nelle prossime settimane la procura di Brescia dovrà decidere se archiviare il doppio caso Ghirardini-Bozzoli o chiedere una proroga delle indagini. Proroga che, se venisse confermata l’importanza di questa nuova prova, sarebbe a questo punto inevitabile.

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