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“I PROFUGHI SU UN’ISOLA” ECCO CHI E’ L’ANTI MERKEL

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Un anno dopo l’apertura sui migranti la politica della cancelliera Angela Merkel si è dimostrata catastrofica.

Lo dimostra il risultato elettorale delle regionali dove Alternative für Deutschland (Afd) ha registrato un successo senza precedenti. “Per la Merkel è un tonfo non solo a Berlino”, ha esultato la leader dell’ultradestra tedesca, Frauke Petry, che ha ipotizzato di spedire tutti i profughi su un’isola. “A punire i partiti – ha spiegato – è stato il fatto che per troppo tempo non hanno ascoltato gli elettori”.

Il piccolo partito, nato nel 2013 come forza euroscettica, ha avuto il risultato migliore nelleelezioni del Mecleburgo. Anche i socialdemocratici della Spd infatti, nonostante si siano confermati il primo partito con circa il 30% dei voti, hanno infatti perso cinque punti rispetto al 2011. “La ciliegina sulal torta – ha aggiunto Leif-Erik Holm, capo fila del partito regionale – è che abbiamo lasciato dietro la Merkel. Può essere l’inizio della fine”. Da parte del parito della cancelliera non è rimasto che ammettere una sconfitta “amara”. “È stata proprio la politica sull’immigrazione a provocare questo sentimento di insicurezza”, ha commentato sempre dalla Cdu il candidato a Wismar Frieder Weinhold.

Per Alternative für Deutschland, guidata dall’ex presentatore radiofonico Leif-Erik Holm, nonostante il Meclemburgo-Pomerania sia il Land che ospita meno profughi (23milamigranti in tutto) si tratta in ogni caso di un successo perché ha strappato voti a tutti i partiti. I socialisti del Psd di Selle sono arretrati di 5,5 punti rispetto alle elezioni del 2011: fermi al 30,2% rispetto al 35,7% di 5 anni fa. Male anche i verdi passati dall’8,4% al 5%. I neonazisti dell’Npd sono crollati dal 7,3% al 3,2%. Malissimo anche i liberali dell’Fdp che dal 9,6% sono piombati al 3%. Il Mecleburgo-Pomerania è il Land più piccolo dei sedici che formano la Germania: ha solo 1,5 milioni di abitanti su un totale di 80 milioni. Ma il risultato dell’Afd assume un rilievo particolare perché arriva a un anno esatto dal trionfalistico annuncio della Merkel “Wir schaffen das” (“Ce la faremo”) ad accogliere tutti i migranti cui aveva aperto le porte poche settimane prima, facendo confluire in un anno nella sola Germania 1,1 milioni di profughi.

Contro coloro che li accusano di strumentalizzare le preoccupazioni dei cittadini, Petry ha difeso la necessità di un partito di dare risposte agli attuali “grandi problemi”, dai rifugiati alla crisi europea. Problemio a cui la Merkel non offre alcuna soluzione. Afd era fuori dal Bundestag nelle elezioni generali tenutesi nel 2013. La crisi dei rifugiati ha potenziato le prospettive elettorali del partito, che lo scorso marzo ha raggiunto importanti risultati in tre elezioni regionali. In Sassonia-Anhalt, nella parte orientale del paese, ha preso il 24,2% dei voti riuscendosi a imporsi come seconda forza dopo la Cdu. Nel Baden-Württemberg ha 15,1% e nella Renania-Palatinato, il 12,6%. Il prossimo test sarà tra due settimane, quando le elezioni si svolgeranno nella città-stato di Berlino.

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