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“Il prelievo forzoso è illegittimo”. La Consulta boccia la manovra Monti

lapresse - mario monti - Daniele Montigiani - LaPresse Festival Economia Trento 31 Maggio 2013 Trento ( Italia ) Economia Nella foto: Mario Monti Daniele Montigiani - LaPresse Festival of Economics Trento 31 May 2013 Trento( Italy ) Economics In the pic: Mario Monti

Mario Monti è stato bocciato. Di nuovo. Il prelievo forzoso dalle casse di previdenza dei professionisti, introdotto con la spending review del 2012 varata dal governo tecnico guidato dal Professore, è stato infatti dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale.

“Se, in astratto, non può essere disconosciuta la possibilità per lo stato di disporre, in un particolare momento di crisi economica, un prelievo eccezionale – spiegano i giudici della Consulta – non è invece conforme alla Costituzione articolare la norma nel senso di un prelievo strutturale e continuativo nei riguardi di un ente caratterizzato da funzioni previdenziali e assistenziali sottoposte al rigido principio dell’equilibrio tra risorse versate dagli iscritti e prestazioni rese”.

Il prelievo forzoso è stato voluto da Monti nel giugno del 2012. In piena crisi economica l’allora premier ha varato una legge sulla spending review che ha fatto piangere molti italiani. Tra le norme lacrime e sangue varate dal suo governo c’era anche quella che andava a colpire la Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti. Come ricorda ItaliaOggi, la manovra stabiliva che “le Casse di previdenza, in quanto inserite nell’elenco Istat, ogni anno avrebbero dovuto adottare interventi di razionalizzazione per la riduzione della spesa per consumi intermedi in modo da assicurare risparmi corrispondenti al 5% per il 2012 e al 10% a partire dal 2013 da riversare, poi, annualmente nelle casse dello Stato”. Un prelievo forzoso bell’e buono che ha tccato il picco nel 2014 quando la quota da versare è arrivata al 15%.

La Corte Costituzionale, però, si è opposta alla normativa e ne ha sancito l’illegittimità. Secondo i giudici della Consulta, la norma va infatti contro “la tutela dei diritti degli iscritti” alle Casse di previdenza dei professionisti e, al tempo stesso, lede “il buon andamento della gestione amministrativa degli enti”.

http://www.ilgiornale.it/

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