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Trucidano i genitori, poi altro orrore: cosa hanno fatto dopo la mattanza

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Ferrara, ammazzano i genitori a colpi d’ascia e poi giocano alla Playstation

Un orrore italiano. Il figlio, di 16 anni, aiutato da un amico massacra e uccide i genitori: è il caso di Ferrara. Riccardo Vincelli, dopo una giornata di menzogne, ha confessato: massacrati con un ascia. Insieme a lui Manuel, l’amichetto al quale aveva detto: “Devi uccidermi mamma e papà per mille euro. Tu hai le palle per farlo”. E Manuel, ora in carcere, conferma: “Per Riccardo avrei fatto tutto”. E lo ha fatto: 85 euro li aveva già incassati, altri mille li avrebbe ricevuti a cose fatte. Una storia pazzesca, quella che arriva da Pontelangorino, nel Ferrarese.

Dopo una notte passata davanti ai magistrati i due hanno confessato. Riccardo voleva uccidere i genitori perché lo rimproveravano per i bassi voti a scuola: “Mi sgridano, sono esausto“. Soprattutto non ne poteva più della madre, che odiava. La decisione di ucciderli dopo che la donna lo aveva saccheggiato. E ad ammazzarli è stato Manuel, l’amichetto, nel cuore della notte. Ha colpito con “innata ferocia”, spiega il procuratore Bruno Cerchi, mirando alla testa di Vincelli (in realtà patrigno di Riccardo).

Poi, all’orrore, aggiungono orrore. La coppia di killer mette le armi del delitto in una borsa, prendono lo scooter, si liberano delle prove in un canale e in un tombino. Poi vanno da Manuel. Sono le cinque del mattino. Fumano e, spiegano agli inquirenti, “abbiamo giocato alla Playstation”. Dunque fanno un pisolino, il martedì pranzano e Riccardo torna a casa e dà l’allarme, chiama la polizia: “Hanno ucciso i miei genitori”. Il resto è già storia.

http://www.liberoquotidiano.it/

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